Bombe a Gaza: Tragedia in un Internet Café

Davide Ladisa
5 min di lettura

Gaza sotto le bombe: strage in un internet café sul mare

Le bombe a Gaza continuano a cadere, causando decine di morti, nonostante gli sforzi degli Stati Uniti e del Qatar per mediare una tregua tra Israele e Hamas.

Un giorno di guerra devastante

L’episodio più cruento di questa ennesima giornata di guerra si è verificato in un popolare internet café sul lungomare, frequentato anche da giornalisti nella parte occidentale della Striscia di Gaza. Almeno ventuno le vittime. Un raid che ha seguito un nuovo ordine di evacuazione dell’Idf per la fascia costiera settentrionale, dove si trova Gaza City. Il segnale che le operazioni militari si sono allargate ulteriormente.

La scena orribile

“Stavo andando al café per usare internet, a pochi metri di distanza, quando c’è stata una violenta esplosione. Sono corso sul posto. C’erano i miei colleghi, persone che incontro ogni giorno. La scena era orribile: corpi, sangue, urla ovunque”, ha raccontato alla BBC Aziz Al-Afifi, un cameraman di una casa di produzione locale. Sui social sono state diffuse le immagini che sembrano mostrare il momento in cui un missile, apparentemente lanciato da un caccia israeliano, colpisce la zona della caffetteria Al-Baqa, che era diventata uno spazio ben noto per giornalisti, attivisti e lavoratori da remoto, offrendo accesso al web, posti a sedere e spazio di lavoro di fronte al mare. L’esercito israeliano non ha fornito commenti immediati sull’accaduto.

Un giorno di guerra

Il bombardamento sull’internet café è avvenuto dopo un’ondata notturna di raid su varie zone della Striscia, mentre sono proseguiti anche gli scontri a fuoco tra esercito e milizie di Hamas, che secondo le autorità locali hanno provocato almeno 48 morti in 24 ore. Nel mezzo della crisi umanitaria in continuo peggioramento. I sempre più massicci ordini di evacuazione dei civili, insieme ai raid, sembrano parte di un piano israeliano per espandere l’offensiva terrestre più in profondità, secondo le intenzioni del governo, per sconfiggere definitivamente Hamas.

- Annuncio -

Speculazioni e pressioni

Allo stesso tempo sui media locali circolano speculazioni sul fatto che alcuni generali sarebbero vicini a concludere le operazioni, mentre molti ex comandanti sarebbero preoccupati che la prosecuzione della campagna di Gaza porti a una guerra di logoramento dai tempi indefiniti. In questo contesto si moltiplicano le pressioni dell’opposizione a Netanyahu perché si raggiunga un nuovo cessate il fuoco. Venerdì Donald Trump ha assicurato che la tregua fosse vicina e si continua a lavorare per una visita alla Casa Bianca di Netanyahu, che potrebbe avvenire la prossima settimana. Il dialogo tra le parti è effettivamente ripreso da alcuni giorni, ma ancora si attende una svolta.

Tensione in Cisgiordania

Oltre a Gaza, la tensione resta alta anche in Cisgiordania, dove sono proseguiti gli assalti dei coloni ai militari. Nell’ultimo incidente è stato preso di mira il comandante della base della brigata regionale Binyamin, accusato di essere un “traditore”. L’ufficiale faceva parte del gruppo dei soldati aggrediti dai coloni durante un tentativo di entrare in una zona militare chiusa vicino al villaggio palestinese di Kafr Malik.

Reazioni di Netanyahu

Netanyahu ha condannato anche questi ultimi “atti di violenza e anarchia”, mentre il ministro della Difesa Katz ha convocato una riunione di tutte le agenzie di sicurezza per valutare la situazione, che era iniziata a degenerare subito dopo il 7 ottobre 2023.

Tentativi di allentamento della tensione

Vista la situazione nei Territori palestinesi, lo Stato ebraico tenta di allentare la tensione con i Paesi vicini. Il governo si è detto “interessato” a stipulare accordi di “pace e normalizzazione” con Libano e Siria, sulla scia degli Accordi di Abramo già sottoscritti con Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Marocco. Lo ha fatto sapere il ministro Saar, con la puntualizzazione che le alture del Golan “rimarranno parte di” Israele. Con Damasco il dialogo è già iniziato: secondo Axios, l’amministrazione Trump sta conducendo “colloqui preliminari” con entrambe le parti su questo dossier, mentre alla Casa Bianca sarà firmato un ordine esecutivo per mettere fine alle sanzioni alla nuova Siria di al Jolani, mantenendo quelle su Assad e i suoi collaboratori.

- Annuncio -

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Condividi questo articolo