Codice AI: Norme per GPT-4 e Gemini, dettagli e miglioramenti

Davide Ladisa
4 min di lettura

Il Codice di Buone Pratiche sui Modelli di Intelligenza Artificiale: Un Passo Avanzato per la Regolamentazione delle Gpai

La Commissione europea sta per presentare un importante documento che segnerà un passo significativo nella regolamentazione delle tecnologie di intelligenza artificiale (IA). Giovedì 10 luglio, verrà infatti rilasciato il Codice di buone pratiche sui modelli di intelligenza artificiale per finalità generali (Gpai), un documento che dettaglierà le norme dell’AI Act, che entreranno in vigore il 2 agosto 2026. Questo codice si applicherà principalmente ai fornitori di modelli Gpai, in particolare quelli con rischi sistemici, come Gpt-4 di OpenAI e Gemini di Google.

La Storia del Codice di Buone Pratiche

La stesura del Codice era prevista a maggio, ma è stata posticipata a causa delle numerose proteste degli addetti ai lavori. Tra questi, ci sono stati anche i negoziatori al Parlamento europeo e al Consiglio UE, che hanno criticato la bozza per essere troppo sbilanciata a favore delle Big Tech. Le fonti parlamentari hanno segnalato un miglioramento significativo rispetto all’ultima bozza, soprattutto in relazione alla valutazione e alla mitigazione dei rischi per i diritti fondamentali.

Le Critiche e le Modifiche

La terza bozza del Codice aveva suscitato forti critiche. Gli esperti hanno evidenziato che il testo era troppo favorevole alle grandi aziende tecnologiche, che potrebbero sfruttare le lacune per continuare a operare senza adeguate garanzie per la sicurezza e la privacy. Tuttavia, le ultime modifiche sembrano aver indirizzato il Codice verso una maggiore equità, cercando di bilanciare gli interessi delle grandi aziende con quelli della società civile e dei consumatori.

L’Attuazione del Codice

Il portavoce della Commissione europea, Thomas Regnier, ha fornito dettagli sull’attuazione del Codice. Il Comitato europeo per l’IA sta attualmente discutendo le tempistiche di applicazione. Una delle opzioni in discussione prevede la possibilità di valutare la fine del 2025, ben prima delle scadenze previste dall’AI Act: 2026 per i nuovi modelli e 2027 per i modelli esistenti.

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Consequenze per le Aziende

Se un’azienda non firmerà il Codice di buone pratiche, le scadenze dell’AI Act continueranno ad essere valide. Tuttavia, non beneficerà della certezza giuridica offerta dal Codice. È importante notare che i poteri della Commissione per l’applicazione di tali norme decorreranno solo dal 2 agosto 2026. Questo significa che i nuovi modelli immessi sul mercato dopo il 2 agosto 2025 dovranno conformarsi alle nuove regole. I modelli esistenti, che rappresentano la maggioranza, devono invece conformarsi entro il 2 agosto 2027.

L’Impatto sul Settore Tecnologico

Il rilascio del Codice di buone pratiche rappresenta un momento cruciale per il settore tecnologico. Le grandi aziende tecnologiche, come OpenAI e Google, dovranno adattarsi a nuove normative che mirano a garantire maggiore trasparenza, sicurezza e protezione dei dati. Questo potrebbe comportare investimenti significativi in tecnologie di mitigazione dei rischi e in processi di conformità.

Conclusione

Il Codice di buone pratiche sui modelli di intelligenza artificiale per finalità generali segnerà un passo importante verso una regolamentazione più equa e protettiva delle tecnologie di IA. Le modifiche apportate sembrano indirizzare il documento verso una maggiore bilancia tra gli interessi delle grandi aziende tecnologiche e quelli della società civile. Tuttavia, rimane da vedere come le aziende tecnologiche risponderanno a queste nuove normative e se saranno in grado di adattarsi in tempo per rispettare le scadenze previste.

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