Danilo Rea in Paganico Sabino: Un concerto indimenticabile sul lago del Turano

Davide Ladisa
5 min di lettura

Il Concerto di Danilo Rea a Paganico Sabino: Un Momento Indimenticabile

Paganico Sabino, un piccolo borgo con solo 150 residenti, è diventato il palcoscenico di un evento straordinario: il concerto di Danilo Rea, un nome illustre del jazz italiano e internazionale. La piazza Trieste, con la sua vista mozzafiato sul lago del Turano, ha ospitato un pomeriggio di emozioni musicali che gli abitanti ricorderanno a lungo.

Un Pianista di Riconoscimento Internazionale

Danilo Rea ha accettato l’invito dei suoi amici e musicisti legati al borgo, convincendosi della bellezza di questo luogo. Il grande pianista ha regalato un’ora e mezza di musica, creando un’atmosfera rilassata e lontana dalla morsa del caldo delle grandi città. Senza interruzioni, Rea ha intrecciato brani di generi musicali diversi, da classici del jazz come Moon River e Fly Me to the Moon di Henry Mancini, a pezzi più moderni come Tico Tico di Manu Dibango e Here Comes the Sun dei Beatles.

Collaborazioni Speciali

Il concerto non si è limitato solo a Rea. Tra gli applausi del pubblico, si sono uniti a lui il trombettista Francesco Fratini e il violinista e arrangiatore Marcello Sirignano. Insieme, hanno eseguito una serie di classici, chiusa da due bis che hanno lasciato il pubblico in estasi. L’interazione tra i musicisti ha creato un suono unico, arricchito dalle sonorità del lago e del borgo circostante.

Un Momento di Isolamento e Connessione

Danilo Rea ha condiviso con l’ANSA le sue emozioni riguardo all’esperienza: “Mi capitano spesso situazioni come questa. Non più di una settimana fa ho suonato a Rogudi Vecchio, nell’Aspromonte, un borgo abbandonato dopo un’alluvione nel 1971. Anche lì c’erano più o meno 150 persone rimaste legate alla parte vecchia che sono salite dalla parte nuova a valle. È stato un momento molto bello ed emozionante.”

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L’Ispirazione di Paganico Sabino

Per Rea, Paganico Sabino è stato una fonte di ispirazione: “Paganico è un posto meraviglioso, mi è bastato guardare verso il lago per trovare ispirazione. È un luogo bellissimo, bisognerebbe passare qui più giorni per ritornare a Roma con nuove idee.”

Progetti Futuri

Nei giorni precedenti il concerto, Rea era stato ospite alla Casa del Jazz con i Doctor 3, un trio composto da Enzo Pietropaoli al contrabbasso e Fabrizio Sferra alla batteria. Il trio ha poi intrapreso un tour che li ha portati al Cairo. Quando gli è stato chiesto se avesse progetti per un nuovo disco, Rea ha risposto: “Devo fare un disco, sì. Sono parecchi anni che non ne faccio. Anche se non si vendono più i dischi, vanno fatti.”

Collaborazioni e Nuove Opportunità

Riguardo alla possibilità di collaborare con altri musicisti, Rea ha dichiarato: “Domanda difficile. Oggi ho sentito il violino di Marcello Sirignano e la tromba di Francesco Fratini, è stata una cosa meravigliosa. Mi sono detto: da una occasione così, tra amici legati a questo paese, senti che belle sonorità, andrebbero sfruttate di più. Con Francesco ci conosciamo ma è stata la prima volta che suoniamo insieme. Marcello è un grande arrangiatore, l’ho sempre chiamato per orchestrare tutte le colonne sonore dei film che ho fatto.”

La Soddisfazione del Sindaco

Danilo d’Ignazi, sindaco di Paganico Sabino, non ha nascosto la soddisfazione: “È la prima volta che ospitiamo un grande del jazz. Puntiamo su progetti per far conoscere i nostri luoghi, ma non ci aspettavamo di avere questa opportunità. Grazie a Danilo Rea e alle persone che hanno fatto in modo che venisse ad esibirsi qui. Siamo onorati.”

Conclusione

Il concerto di Danilo Rea a Paganico Sabino è stato un evento che ha unito la bellezza del luogo con la maestria musicale di un artista di livello internazionale. Un’esperienza che ha lasciato un segno indelebile nel cuore degli abitanti del borgo e che promette di ispirarli per molti anni a venire.

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