Dna più antico dell’Egitto: Scoperte straordinarie sugli antichi egizi

Davide Ladisa
3 min di lettura

Il DNA più antico dell’Antico Egitto: Scoperta rivoluzionaria dopo 40 anni

La genetica moderna ha raggiunto un traguardo straordinario: per la prima volta, è stato estratto e sequenziato il DNA completo di un uomo vissuto nell’Antico Egitto, tra 4.800 e 4.500 anni fa. Questo risultato pionieristico, pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature, offre nuove prospettive sulla diversità genetica degli antichi egizi e rivela dettagli affascinanti sulla loro storia e migrazioni.

Estrazione e sequenziamento del DNA

Il DNA è stato estratto da un dente dell’individuo, un reperto trovato nel 1902 nel sito archeologico di Nuwayrat, a 265 chilometri a sud del Cairo. Questo sito, noto per i suoi resti archeologici, suggerisce uno status sociale elevato per l’individuo. Tuttavia, i segni sulle sue ossa indicano una vita di lavoro, probabilmente come vasaio o in un mestiere che richiedeva movimenti simili.

Nuove tecniche genetiche e risultati

Il gruppo di ricerca, guidato dall’Università John Moores di Liverpool e dall’Istituto Francis Creek di Londra, ha utilizzato nuove e potenti tecniche genetiche per escludere la contaminazione del DNA. Questo ha permesso di ottenere la prima prova genetica di potenziali movimenti di persone in Egitto durante quel periodo. Pontus Skoglund dell’Istituto Francis Creek e Linus Girdland-Flink dell’Università di Liverpool hanno coordinato la ricerca, che ha visto la partecipazione di Joel Irish e Adeline Morez Jacobs, attualmente all’Università di Padova.

Diversità genetica e origini

L’uomo aveva tra 44 e 64 anni al momento della morte, un’età avanzata per quel tempo. Il suo genoma indica che discendeva per l’80% da popolazioni del Nord Africa e per il restante 20% da gruppi della Mesopotamia, corrispondente all’attuale Iraq. Questo suggerisce un’intensa interazione tra diverse culture e popolazioni in quell’epoca.

- Annuncio -

Implicazioni storiche e sociali

La scoperta offre nuove informazioni sulla diversità genetica degli antichi egizi e rivela dettagli affascinanti sulla loro storia e migrazioni. L’individuo, probabilmente un vasaio, potrebbe aver avuto uno status sociale elevato, ma i segni sulle sue ossa indicano una vita di lavoro. Questo potrebbe suggerire che era eccezionalmente abile o che era riuscito a migliorare il suo status sociale.

Conclusione

La sequenziazione del DNA di questo antico egiziano rappresenta un passo avanti significativo nella nostra comprensione della storia e delle migrazioni delle popolazioni antiche. Le nuove tecniche genetiche utilizzate in questa ricerca aprono nuove prospettive per lo studio del passato e ci permettono di ottenere informazioni più precise e dettagliate. Questo risultato non solo conferma l’importanza delle scoperte archeologiche, ma dimostra anche come la genetica possa arricchire la nostra conoscenza del mondo antico.

Condividi questo articolo