Greta Scarano: Il Futuro del Cinema e il Suo Sguardo Femminile

Davide Ladisa
6 min di lettura

La Visione di Greta Scarano: Cinema, Empatia e Impegno Sociale

Greta Scarano, nata a Roma trentotto anni fa, ha conquistato il pubblico e la critica con il suo primo film da regista, “La vita dei grandi”, che ha vinto il Nastro d’argento per il miglior esordio alla regia. La sua intervista offre uno sguardo profondo sulla sua carriera, i suoi valori e le sue passioni.

Un Premio Meritato

Quando le è stato chiesto di commentare il Nastro d’argento vinto, Greta Scarano ha espresso la sua gioia e gratitudine: “Sono felicissima del premio – dice subito – perché non me l’aspettavo. E poi quando qualcuno riconosce il valore delle cose che hai fatto è sempre importante”. Questo riconoscimento non solo valida il suo lavoro, ma conferma anche il valore del cinema come strumento di espressione e racconto.

Lo Sguardo Femminile nel Cinema

Un tema ricorrente nelle sue riflessioni è lo “sguardo femminile” nel cinema. “Difficile rispondere – dice l’attrice – ma ci sono dei registi che, secondo me, hanno uno sguardo estremamente femminile.” Tra questi, Greta cita Joel ed Ethan Coen, meglio noti come Baumbach, uno dei suoi registi preferiti, e Ettore Scola, noto per film come “La famiglia”. Tuttavia, apprezza anche le registe che sanno toccare corde profonde, come Tamara Jenkins e Jane Champion. “Insomma credo ci sia bisogno di entrambi gli sguardi”, conclude.

Registi Preferiti

Quando le chiedono di elencare i suoi registi preferiti, Greta non esita a nominare Quentin Tarantino, Stanley Kubrick e Yorgos Lanthimos. Inoltre, menziona Tamara Jenkins, la cui opera “Private Life” e “Savages” hanno influenzato il suo primo film. “Amo anche Tamara Jenkins film come ‘Private Life’, oppure ‘Savages’ che è stato una reference per ‘La vita dei grandi’”, dichiara.

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Progetti Futuri

Greta è attenta a scegliere i suoi prossimi progetti con cura. “Sto cercando di capire cosa fare, ma sicuramente qualcosa che mi permetta di raccontare ciò che mi tocca personalmente, verso cui provo empatia”, spiega. Questo approccio personale le consente di creare storie autentiche e toccanti.

Empatia e Neurodiversità

In “La vita dei grandi”, Greta ha raccontato una storia di autismo. “No, ma sono sempre stata attratta da persone neuro divergenti, persone che hanno una forte personalità, anche perché la normalità – aggiunge – non si sa bene cosa sia”, dichiara. Questo interesse per le persone neurodiverse è evidente anche nel suo lavoro di attrice e regista.

Tagli al Cinema e Cultura

Greta è convinta che la cultura sia fondamentale per una nazione. “Credo che la cultura sia fondamentale per una nazione. Ci sono sicuramente cose che non funzionano, ma vanno criticate e corrette senza gettare fango su una categoria che occupa tantissime persone. Trattarla in questa maniera la trovo una cosa veramente di una bassezza esorbitante”, afferma. Questo approccio critico ma rispettoso è fondamentale per il futuro del cinema.

Il Futuro del Cinema

Il futuro del cinema, secondo Greta, è nelle mani dei piccoli esercenti. “Confido molto nei piccoli esercenti dopo aver accompagnato il mio film, ‘La vita dei grandi’, in giro per l’Italia ho scoperto la passione, l’amore, l’entusiasmo che ho visto in quelli che gestiscono piccoli cinema. Una cosa che dà fiducia sul futuro della sala e del cinema”, dichiara. Questo entusiasmo per il cinema indipendente è un segnale positivo per il futuro del settore.

Idiosincrasie e Impegno Sociale

Greta non tollera l’ingiustizia e la mancanza di gentilezza. “Sono tante le cose che non tollero, ma soprattutto l’ingiustizia a tutti i livelli. Odio poi i maleducati, le persone che non sono gentili. Vedere ingiustizie tutti i giorni mi fa molto male mi deprime. Basti pensare a Gaza”, dichiara. La questione palestinese è per lei una delle ingiustizie più gravi. “Chi ha un po’ di voce, tipo me, seppur non una voce gigante la deve usare come megafono per amplificare un po’ la verità”, afferma. Greta è attiva anche fuori dal cinema, partecipando a manifestazioni pro Palestina e registrando audiolibri come “Quando il mondo dorme” di Francesca Albanese.

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Passioni e Progetti Personali

Oltre al cinema, Greta ama la natura e gli animali, in particolare i cani. “Amo tanto la natura e tutti gli animali e tantissimo i cani, forse farei qualcosa che unisce queste mie passioni”, dichiara. Questo equilibrio tra il cinema e le sue passioni personali fa di lei una figura complessa e affascinante.

Sintesi

Greta Scarano è un’esempio di come il cinema possa essere un veicolo per raccontare storie autentiche e toccanti. La sua visione del cinema è caratterizzata da empatia, rispetto per la neurodiversità e un impegno sociale forte. Con il suo lavoro e le sue passioni, Greta continua a ispirare e a fare la differenza nel mondo del cinema e oltre.

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