Hamas conferma risposta positiva a Witkoff: pronto per negoziati su Gaza

Davide Ladisa
6 min di lettura

Hamas Conferma di Avere Inviato una Risposta Positiva al Piano Migliorato di Steve Witkoff

Introduzione

Le ultime notizie dal Medio Oriente hanno confermato che Hamas ha inviato una risposta positiva al piano migliorato proposto dall’inviato degli Stati Uniti Steve Witkoff. Questo piano, accettato anche da Israele, è stato annunciato dal presidente Donald Trump nei giorni scorsi. La risposta di Hamas è stata attesa con ansia da tutta la regione, che guarda con preoccupazione al destino della guerra a Gaza e alla liberazione degli ostaggi israeliani ancora detenuti.

La Risposta di Hamas

Hamas ha pubblicato una nota ufficiale su X, indicando di aver completato le consultazioni interne e con le altre fazioni palestinesi sull’ultima proposta dei Paesi mediatori (Stati Uniti, Qatar ed Egitto). L’organizzazione islamista ha espresso il suo impegno a porre fine all’aggressione contro il popolo della Striscia di Gaza. Una fonte vicina ad Hamas ha rivelato a Ynet che l’organizzazione ha richiesto tre modifiche alla bozza americana:

  1. Riorganizzazione del meccanismo per l’arrivo degli aiuti umanitari: in conformità con gli accordi del precedente cessate il fuoco e il ritiro della compagnia statunitense Gaza Foundation.
  2. Graduale ritiro dell’Idf dalle posizioni stabilite nel precedente accordo.
  3. Impegno a non riprendere i combattimenti anche dopo il cessate il fuoco di 60 giorni, con la promessa di proseguire i negoziati.

Le Garanzie dei Paesi Mediatori

Egitto, Qatar e Stati Uniti devono fornire garanzie per la continuazione del processo. La TV egiziana Al-Raya ha anticipato che la leadership di Hamas ritiene che i negoziati debbano proseguire oltre il periodo di 60 giorni di cessate il fuoco previsto, con la garanzia americana che i combattimenti non riprenderanno nel frattempo.

La Reazione di Israele

Israele fino a tarda sera non ha commentato la risposta di Hamas, ma una riunione di governo è prevista per sabato, nonostante sia Shabbath, il giorno dedicato al riposo per gli ebrei. Diverse indiscrezioni, sia arabe che israeliane, riferiscono che il premier Benyamin Netanyahu e il presidente Donald Trump avrebbero l’intenzione di annunciare congiuntamente l’accordo durante il loro incontro di lunedì alla Casa Bianca.

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Le Implicazioni dell’Accordo

L’approvazione dell’accordo farà partire 60 giorni di tregua a Gaza durante i quali si terranno i negoziati che dovrebbero mettere fine al conflitto, alla sofferenza degli ostaggi ancora vivi e della popolazione nella Striscia. In Israele, diversamente che in passato, anche il capo di stato maggiore e lo Shin Bet sostengono l’accordo insieme con il governo, guardando all’obiettivo prioritario di liberare gli ostaggi il più rapidamente possibile.

Le Tensioni Interne Israeliane

Il notiziario di Channel 12 in serata ha riferito di un pesante scontro tra i ministri messianici Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich e il capo dell’esercito, accusato di ‘non eseguire le istruzioni’. Il primo ministro Netanyahu avrebbe intervenuto alzando la voce, chiedendo di preparare un piano esteso per l’evacuazione della popolazione di Gaza verso il sud: “Non scenderò a compromessi, Hamas non resterà in alcun modo a Gaza”. Secondo la ricostruzione, il capo dell’Idf Eyal Zamir si sarebbe opposto al progetto di controllo sulla popolazione palestinese, avvertendo: “Volete un’amministrazione militare? Chi gestirà due milioni di persone?”. “Non voglio un’amministrazione militare – avrebbe risposto Netanyahu – ma non sono disposto a lasciare lì Hamas in alcuna forma. Preparate un piano di evacuazione, voglio vederlo quando tornerò da Washington”, avrebbe ordinato.

Il Nuovo Perimetro di Sicurezza

Secondo fonti di Gerusalemme, durante il cessate il fuoco l’Idf rimarrà dentro il perimetro della zona cuscinetto al confine tra Gaza e Israele, compresi altri 250 metri all’interno della Striscia. Quindi, il nuovo perimetro si estenderà da 1,2 a 1,4 chilometri dentro Gaza. L’esercito, secondo le previsioni di Tsahal, non si muoverà dal Corridoio Filadelfia, tra l’enclave e l’Egitto.

Le Promesse di Hamas

Hamas intanto, ha raccontato il media saudita Asharq citando fonti interne all’organizzazione, sembra disposto a smettere con il contrabbando, la produzione di armi e lo scavo di nuovi tunnel, lasciando il suo arsenale nei magazzini. Ma sarà tutto da vedere, non appena i negoziati riprenderanno il via.

Conclusione

La risposta di Hamas al piano migliorato di Steve Witkoff segna un passo importante verso la risoluzione del conflitto a Gaza. Tuttavia, le tensioni interne in Israele e le richieste di modifiche da parte di Hamas indicano che il cammino verso un accordo definitivo sarà ancora lungo e complesso. La regione attende con ansia il proseguimento dei negoziati e la liberazione degli ostaggi, sperando che un accordo possa finalmente portare pace e stabilità.

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