Il Papa celebra il Giubileo dello Sport: “Riflesso della bellezza di Dio”

Davide Ladisa
7 min di lettura

La Trinità e lo Sport: Un Accostamento Non Scontato

La Santissima Trinità è una delle festività più importanti nel calendario cristiano, e quest’anno si celebra in un contesto straordinario: il Giubileo dello Sport. Questo evento unico offre un’opportunità speciale per riflettere su come lo sport possa essere un mezzo di formazione umana e cristiana, in linea con i insegnamenti della Chiesa.

Il Binomio Trinità-Sport: Una Combinazione Insolita

Il binomio Trinità-sport potrebbe sembrare una combinazione insolita, ma è un accostamento che trova radici profonde. Ogni attività umana, infatti, riflette la bellezza di Dio, e lo sport non fa eccezione. Papa Leone XIV ha sottolineato questo concetto nella sua omelia nella Basilica Vaticana durante il Giubileo dello Sport. “Ogni buona attività umana porta in sé un riflesso della bellezza di Dio”, ha detto il Pontefice, aggiungendo che lo sport è tra queste attività.

Lo Sport e il Movimento dell’Io Verso l’Altro

Lo sport richiede un movimento dell’io verso l’altro, un concetto che va oltre la semplice competizione fisica. Papa Prevost ha spiegato che senza questo movimento interiore, lo sport si riduce a una sterile competizione di egoismi. “Lo sport può aiutarci a incontrare Dio Trinità perché richiede un movimento dell’io verso l’altro”, ha affermato il Pontefice.

L’Imperativo del ‘Dare’ nello Sport

Un esempio significativo di questo movimento interiore è l’espressione “dai!”, comunemente usata per incitare gli atleti durante le gare. Papa Prevost ha suggerito che questa parola incarna un imperativo bellissimo: l’imperativo del verbo “dare”. Questo ci fa riflettere su cosa significa davvero “darsi” nello sport. Non si tratta solo di dare una prestazione fisica, ma di darsi completamente, di “giocarsi”.

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Dare Sé Stessi per gli Altri

Quando ci “giociamo”, ci impegniamo non solo per noi stessi, ma anche per gli altri. Questo vale per i sostenitori, i cari, gli allenatori, i collaboratori e il pubblico. Papa Prevost ha sottolineato che, se si è veramente sportivi, questo impegno va al di là del risultato. “Si tratta di darsi per gli altri – per la propria crescita, per i sostenitori, per i propri cari, per gli allenatori, per i collaboratori, per il pubblico, anche per gli avversari”, ha detto il Pontefice.

La Missione della Chiesa verso gli Sportivi

La Chiesa ha una missione speciale per gli sportivi: essere riflesso dell’amore di Dio Trinità per il bene loro e dei loro fratelli. Papa Leone XIV ha invitato gli sportivi a lasciarsi coinvolgere da questa missione con entusiasmo. “Cari sportivi, la Chiesa vi affida una missione bellissima: essere, nelle vostre attività, riflesso dell’amore di Dio Trinità per il bene vostro e dei vostri fratelli”, ha affermato il Pontefice.

Presenze di Rilevanza

Tra i presenti alla messa di papa Leone XIV c’erano figure di rilievo come il presidente del CIO, Thomas Bach, e il ministro italiano dello Sport, Andrea Abodi. Inoltre, erano presenti il judoka francese campione olimpionico Aurelien Diesse e l’ex nazionale di calcio italiano Damiano Tommasi, ora sindaco di Verona.

Tre Aspetti Preziosi dello Sport

Papa Leone XIV ha evidenziato tre aspetti che rendono lo sport un mezzo prezioso di formazione umana e cristiana.

La Collaborazione e il Condividere

In una società segnata dalla solitudine e dall’individualismo, lo sport insegna il valore della collaborazione e del camminare insieme. “In una società segnata dalla solitudine, lo sport insegna il valore della collaborazione, del camminare insieme, di quel condividere che è al cuore stesso della vita di Dio”, ha detto il Pontefice. Questo può diventare uno strumento importante di ricomposizione e incontro tra i popoli, nelle comunità, negli ambienti scolastici e lavorativi, nelle famiglie.

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La Concreta Stare Insieme

In un mondo sempre più digitale, lo sport valorizza la concretezza dello stare insieme. “In una società sempre più digitale, lo sport valorizza la concretezza dello stare insieme”, ha osservato il Pontefice. Questo aiuta a mantenere un sano contatto con la natura e con la vita concreta, luogo in cui solo si esercita l’amore.

L’Arte della Sconfitta

In una società competitiva, lo sport insegna anche a perdere. “In una società competitiva, lo sport insegna anche a perdere”, ha aggiunto il Pontefice. Questo mette l’uomo a confronto con la fragilità, il limite e l’imperfezione, aprendo la strada alla speranza. “I campioni non sono macchine infallibili, ma uomini e donne che, anche quando cadono, trovano il coraggio di rialzarsi”, ha concluso Prevost.

Lo Sport e la Via di Evangelizzazione

Non è un caso che lo sport abbia avuto un ruolo significativo nella vita di molti santi del nostro tempo. Papa Leone XIV ha menzionato il beato Pier Giorgio Frassati, patrono degli sportivi, che sarà proclamato santo il prossimo 7 settembre. La sua vita, semplice e luminosa, ci ricorda che nessuno nasce campione e nessuno nasce santo. “È l’allenamento quotidiano dell’amore che ci avvicina alla vittoria definitiva e che ci rende capaci di lavorare all’edificazione di un mondo nuovo”, ha sottolineato il Pontefice.

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Conclusione

La celebrazione della Santissima Trinità durante il Giubileo dello Sport offre un’opportunità unica per riflettere su come lo sport possa essere un mezzo di formazione umana e cristiana. Papa Leone XIV ha sottolineato che ogni attività umana riflette la bellezza di Dio, e lo sport non fa eccezione. Attraverso la collaborazione, la concretezza dello stare insieme e l’arte della sconfitta, lo sport può aiutarci a incontrare Dio Trinità e a crescere come persone. La Chiesa invita gli sportivi a lasciarsi coinvolgere da questa missione con entusiasmo, sapendo che il loro impegno può riflettere l’amore di Dio per il bene loro e dei loro fratelli.

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