Risolto dopo 17 anni il caso del cadavere senza testa sull'Autobrennero

Davide Ladisa
4 min di lettura

Mustafa Sahin: La Vita e la Tragica Fine

Mustafa Sahin, allora ventenne, era un cittadino tedesco di origini turche. Il 12 febbraio 2008, nove giorni prima del ritrovamento del corpo, Sahin fu strangolato nel garage di casa nel paesino di Sontheim an der Brenz, nel Baden-Wuerttemberg, dalla mano del suocero, Alfonso Porpora, un uomo di 61 anni con origini siciliane. L’assassino, pur non avendo confessato né il movente né di aver decapitato il genero, ha dichiarato di aver caricato il corpo della vittima sull’auto e abbandonandolo tra Roma e Napoli, in realtà lungo l’autostrada del Brennero.

La Testa Non Ritrovata

La testa di Mustafa Sahin non è mai stata ritrovata. Questo ha reso il caso ancora più macabro e misterioso. Porpora, attualmente in carcere a Ellwangen in Germania, è stato condannato per altri due omicidi commessi nel 2014 e nel 2018. In questi casi, Porpora ha ucciso un altro compagno della figlia e un 59enne a cui la famiglia Porpora aveva affittato un immobile.

La Confessione e le Nuove Indagini

Lo scorso anno, la polizia tedesca, grazie alla confessione di Porpora, ha contattato la Procura di Bolzano e la Squadra mobile della Questura di Bolzano. Hanno chiesto di inviare i reperti fotografici relativi al macabro ritrovamento del febbraio 2008. Questa collaborazione internazionale ha permesso di riaprire le indagini e di portare alla luce la verità su questo tragico evento.

La Riconoscenza del Corpo

La moglie di Mustafa Sahin, la figlia di Porpora, ha riconosciuto il corpo del marito, soprattutto grazie alle mani. Per una conferma definitiva, è stata effettuata un’analisi del DNA che ha confrontato i campioni con quelli dei figli e dei genitori. La moglie, rimasta incinta di Mustafa, ha raccontato agli inquirenti tedeschi che il padre aveva costretto il fidanzato a firmare un documento per sposarla, minacciandolo con una pistola.

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Altri Omicidi di Porpora

Il 31 Ottobre 2014: La Morte di Marco

Il secondo compagno della donna, di nome Marco, fu ucciso il 31 ottobre 2014, dopo una cena. Porpora e i suoi figli, Giovanni e Giacomo (entrambi condannati a 15 e 9 anni di carcere), hanno immobilizzato la vittima e poi strangolato. Il corpo di Marco è stato conservato in un congelatore, poi tagliato con una motosega e i resti portati in un bosco in provincia di Enna in Sicilia.

Il 2018: L’Omicidio del 59enne

Nel 2018, Porpora ha ucciso un 59enne a cui la famiglia Porpora aveva affittato un immobile. Questo omicidio ha ulteriormente complicato il profilo dell’assassino e ha portato a una serie di condanne che lo hanno tenuto in carcere per diversi anni.

Sintesi

Il caso di Mustafa Sahin è un esempio emblematico di come la collaborazione internazionale e la tenacia delle forze dell’ordine possano portare alla luce la verità su crimini apparentemente irrisolti. La confessione di Porpora e le indagini condotte hanno finalmente permesso di risolvere questo ‘cold case’, offrendo una forma di giustizia anche per la famiglia della vittima.

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