Il cinema italiano celebra le donne: un anno straordinario ai Nastri d’Argento
L’edizione 2023 dei Nastri d’Argento ha segnato un momento importante per il cinema italiano, con una forte attenzione alle donne, non solo sullo schermo, ma anche dietro le quinte. Tra i vari riconoscimenti, Il tempo che ci vuole di Francesca Comencini è stato incoronato miglior film, mentre Romana Maggiora Vergano è stata premiata come miglior attrice. Questo riconoscimento ha suscitato grande emozione tra le protagoniste del cinema femminile italiano.
Romana Maggiora Vergano: un riconoscimento che lusinga
Romana Maggiora Vergano, protagonista di Il tempo che ci vuole, ha espresso la sua soddisfazione per il premio ricevuto. «Tantissima soddisfazione – ha detto l’attrice – anche perché, insomma, di film i giornalisti ne hanno visti nella vita, non solo in quest’anno. Quindi il fatto che sia un riconoscimento, soprattutto quello per il miglior film, mi lusinga, perché sceglierlo fra tanti non era semplice».
L’attrice ha sottolineato il supporto ricevuto dalla stampa durante le varie fasi del film, da Venezia ai festival e agli incontri in diverse città d’Italia. «Io mi sono sentita tanto accompagnata dalla stampa nel percorso di questo film. Sentivo che i dialoghi erano sinceri, che l’interlocutore, quindi il giornalista, era sinceramente coinvolto nel racconto ed emozionato insieme a noi».
Francesca Comencini: un racconto universale
Parlando della sua esperienza con Francesca Comencini, regista del film, Maggiora Vergano ha affermato: «Per fortuna il peso l’ho sentito solo fino all’inizio delle riprese. Poi è sparito, perché lei mi ha totalmente deresponsabilizzata. Era una regista che raccontava una storia di un padre e di una figlia, per cui credo sia una delle cose più belle di questa storia: il fatto che sia così universale».
Emanuela Fanelli: una gioia per il pubblico
Follemente, un altro film premiato per le interpretazioni femminili, ha segnato un altro punto a favore delle storie raccontate e vissute da donne. Emanuela Fanelli, una delle protagoniste del film, ha espresso la sua gioia per il successo ottenuto. «È stata una gran soddisfazione e ovviamente questo mestiere si fa per il pubblico. Quando il pubblico risponde così, è una gioia davvero».
Le spettatrici hanno eletto Fanelli “spirito guida” del film, sottolineando l’importanza della sua interpretazione. «La parte istintiva, quella che spesso ha ragione, è anche la più vitale. Quella che pensa: ‘Sì, vabbè, a domani ci si pensa, intanto viviamo oggi’. Non è un modo tanto sbagliato di vedere le proprie giornate».
Pilar Fogliati: un lavoro di squadra
Pilar Fogliati, premiata come miglior attrice in una commedia, ha sottolineato l’importanza del gioco di squadra. «È bellissimo avere Fanelli, Pandolfi, Puccini e Giannetta nella mia testa, sinceramente… Poter raccontare, con un solo personaggio, in cinque abbiamo raccontato una moltitudine di donne. È tutto un lavoro di squadra».
Fogliati ha anche riflettuto sul successo al box office dei film al femminile. «Le donne al cinema fanno bene. È sempre positivo quando un film incassa, è una festa per tutti. Il cinema è anche un’industria che fa lavorare le persone, e quando un film italiano va bene significa che il pubblico ha scelto il nostro cinema».
Vittoria Puccini: l’importanza dell’esperienza in sala
Tra le protagoniste di Follemente, anche Vittoria Puccini ha ribadito l’importanza dell’esperienza cinematografica in sala. «Sicuramente la sala cinematografica amplifica tutto: si ride di più, si piange di più, si riflette di più, perché è un’esperienza condivisa. Ti lascia qualcosa di molto forte, molto potente, a cui non dobbiamo rinunciare per nessun motivo».
Greta Scarano: serve più cultura
Greta Scarano, premiata per la miglior opera prima, ha espresso la sua opinione sulla necessità di più supporto per la cultura cinematografica. «In generale penso che si debba fare comunque di più per la cultura. È difficile trovare i fondi per realizzare un film, e ancora più difficile farlo emergere in sala anche se è valido. Servirebbe che le istituzioni si prendessero cura della cultura a tutti i livelli. Serve la cultura, perché serve per il nostro futuro, per la nostra umanità».
Celeste Dalla Porta: Partenope è diva
Infine, Celeste Dalla Porta, protagonista di Parthenope di Paolo Sorrentino, ha condiviso le sue emozioni riguardo al film. «Dentro mi porto tutto quanto fatto nel film, tutto l’immaginario che Paolo ha raccontato nella sua sceneggiatura e che poi è diventato film. Questo lungo viaggio che sento non finirà mai. Mi manca molto Napoli, quelle immagini, il golfo, il mare, i profumi, i colori e la libertà di quella città».
Quando le è stata chiesto se si sentisse una diva dopo tanto successo, Dalla Porta ha risposto con imbarazzo: «No… Partenope è diva. Il personaggio è un po’ diva. Io non so se mi sento diva, ma lei sicuramente lo è».
Conclusione
L’edizione 2023 dei Nastri d’Argento ha celebrato il talento e il lavoro delle donne nel cinema italiano, non solo sullo schermo, ma anche dietro le quinte. I film premiati hanno raccontato storie universali e hanno coinvolto il pubblico in modo profondo, dimostrando che il cinema al femminile è un trionfo per tutti. Questo riconoscimento è un segnale positivo per il futuro del cinema italiano, che continua a valorizzare le donne e a offrire storie che risuonano con il cuore di tutti.